| Questa volta ci vado in
Lambretta!
Questo è quello che mi gira in testa già da qualche tempo
e così telefono a Cesare che mi da tutti i dettagli
organizzativi.
La partenza è fissata da Bologna di buon'ora, per cui mi devo
alzare
alle 5 per essere all'appuntamento in orario. Una volta arrivato
attendiamo
le persone che abitano più vicino e che invece sono in ritardo e
finalmente la mia grande avventura comincia. Ci avviamo verso Milano in
un giorno molto caldo, dove incontriamo altre persone che si uniscono
alla
carovana e presto arriviamo alla frontiera con la Svizzera.Mi sento un
pò emozionato, visto che è la prima volta che guidando lo
scooter raggiungo un Paese straniero. Non facciamo molta strada che ci
dobbiamo rendere conto di aver lasciato l'Italia, visto che un
bell'acquazzone
ci coglie impreparati, anche se per fortuna non dura a lungo. Decidiamo
di fermarci per la notte a poca strada dalla galleria del San Gottardo,
lunda 18 km. che preferiamo affrontare riposati il giorno seguente. La
Svizzera ci offre paesaggi bellissimi, come ben ricordavo dal raduno di
qualche anno prima, ma alla velocità della Lambretta si possono
godere ancora meglio. Dopo salite e discese continue arriviamo alla
frontiera
tedesca. Non conosciamo strade alternative, per cui seguiamo
l'autostrada
per arrivare in Olanda, il che si rivela terribile. La Germania
è
molto grande ed intelligentemente i tedeschi hanno costruito le
autostrade
lontano dalle città, per cui ci sorbiamo sempre la identica
desolata
pianura e come se non bastasse alla nostra ridotta velocità di
crociera,
l'intenso traffico di auto e camion ci fa spesso sentire in pericolo.
Il
terzo giorno dalla partenza, dopo 16 ore ininterrotte in sella,
finalmente
raggiungiamo Wanroji; ci accoglie un clima invernale che ci fa sentire
al Circolo Polare piuttosto che in Olanda, La notte ho bisogno di una
coperta
in più per non assiderarmi nella tenda.
Preoccupati per il lungo viaggio da compiere siamo partiti la Domenica, mentre il raduno inizierà solo il Venerdì seguente. A parte piccoli problemi tutto è andato bene, per cui arriviamo a Wanroji con due giorni di anticipo. Siccome sono già stato in Olanda il resto del gruppo mi chiede di guidarli ad Amsterdam quindi, come se non bastasse, ci spariamo altri 300 km. per arrivarci e tornare indietro. Venerdì mattina la gente comincia ad arrivare e di nuovo incontriamo vecchi amici e ne conosciamo di nuovi. Come sempre il raduno è ottimamente organizzato e posso ricordare che la cena di gala è la migliore dei Jamboree ai quali ho partecipato. Ma tutto ha una fine e così l'ora di tornare a casa arriva presto. Da rimarcare del viaggio di ritorno sono la freddissima notte nella quale dormiamo in Svizzera nello stesso campeggio nel quale ci eravamo fermati all'andata, durante la quale non mi tolgo nemmeno il giubbotto e mi infilo nel sacco a pelo così come sono sceso dalla moto e un camionista b......o che nel tunnel del San Gottardo (ad una solo corsia per senso di marcia n.d.r.) soprassa me e Massimo che pure andiamo alla massima velocità consentita di 80 all'ora e per un attimo mi fa vedere spiaccicato contro la parete. Non molto divertente. Il giorno dopo finalmente arrivo a casa dopo aver partecipato ad una grande esperienza e mi chiedo: qual'è la prossima? |