| In più di 20 anni
di scooterismo non avevo mai partecipato al raduno dell'Isola di Wight
in precedenza. Strano considerando che il più grande raduno al Mondo
e che sono stato invitato diverse volte. In ogni caso quest'anno ho sistemato
la faccenda.
C'è una parola per spiegare il raduno: 'enorme'. Abbiamo deciso di usare i sidecar (io e Dean), per cui abbiamo deciso di caricarli su un camion per portarli a destino. Lo so, lo so il prossimo anno abbiamo già deciso di fare il viaggio in scooter. Io e Marco siamo quindi partiti Martedì 23, mentre Dean con figlia (5 anni ed ha già partecipato al raduno!), Davide e Alessandra, sono arrivati in aereo il Mercoledì. Ci siamo quindi incontrati a Southend dove una visita a John e gli 'Essex massive' è ormai obbligatoria. Sulla strada per l'isola ho realizzato che guidare una moto con sidecar a sinistra in strade ad esso congeniali è molto meglio di come sono abituato a guidarlo. Il cielo è nuvoloso ma per fortuna non piove. Arriviamo quindi al traghetto e sebbene avessi già sperimentato all'Isola di Man 2003 cosa significa un traghetto pieno di scooter, la vista mi rimane comunque impressionante. Arriviamo finalmente a Ryde, quartier generale del raduno, dove incontriamo diversi amici e ne conosciamo di nuovi, quindi ci dirigiamo alla bella Sundown dove abbiamo prenotato il nostro albergo. Impressionante la qualità degli scooter presenti nell'Isola; sebbene ci sia un 'custom show' la domenica, il vero spettacolo è fuori dove se ne vedono di ogni tipo, il meglio della Gran Bretagna scooteristica. Per le serate c'è l'imbarazzo della scelta; il sabato decidiamo di andare al concerto della band anni 80 "The Beat", anche se sinceramente non sono mai stato un loro grande fan, poi io e Marco abbiamo finito la serata all'Hipshaker dove atmosfere 60s hanno elegantemente ravvivato la nostra serata. Decidiamo quindi con l'aiuto di qualche amico inglese di trovare qualche 'introvabile' biglietto per la serata successiva nella quale finalmente possiamo entrare ad un'ora decente. La domenica vede anche l'affollatissimo giro in scooter; sebbene aspettiamo per 45 minuti (!!!) che gran parte della gente sia partita, ci troviamo ancora in coda. La partenza fra due ali di folla festante è comunque qualcosa di incancellabile. Sulla strada per la meta del giro carico sul mio sidecar Billy, amico di stazza piuttosto corposa, il quale ha rotto il filo del gas. E' un duro test per l'affidabilità del mio sidecar, ma lo supera brillantemente. Il lunedì torniamo sulla terraferma, ricarichiamo i mezzi e ci dirigiamo verso la Cornovaglia, terra che ha dato i natali al nostro Deano. Nonostante quello che dice è una terra veramente bella, le dedicheremo una visita più approfondita in futuro. Il viaggio di ritorno è incredibilmente lungo anche perchè io e Marco decidiamo di farlo tutto in una tirata e 32 ore dopo siamo a casa, senza aver dormito e disintegrati, ma con un sacco di cose ancora negli occhi. Non dimenticherò mai la vista del Monte Bianco all'alba. Meraviglioso. |
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