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Dalle macerie alla Lambretta
Questa storia inizia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che aveva lasciato un'Italia desolata, piena di palazzi distrutti e gente senza tetto e speranza. Come la storia ci insegna però, sono proprio questi i momenti in cui le menti più brillanti progettano e realizzano gli strumenti necessari alla ricostruzione: in questo caso, un mezzo di trasporto economico per muoversi rapidamente nel mondo moderno che stava lentamente rinascendo.
Questi pionieri del motociclismo dovevano anche trovare il modo migliore per vendere i loro prodotti, spesso costruiti a mano e con risorse limitate. Innocenti si accorse che Alfa Romeo disponeva di una rete di concessionari diffusa in tutta Italia e contattò alcuni di loro per proporre anche la distribuzione del nuovo scooter Lambretta.
Uno di questi rivenditori si trovava a Cosenza, nel sud della penisola. Si chiamava Giuseppe Aquino ed era uno dei commercianti più conosciuti della zona. La sua azienda era di dimensioni rispettabili e lui intuì subito le prospettive offerte dal nuovo mezzo prodotto a Lambrate. Nel reparto manutenzione lavorava come meccanico suo nipote, Guido Domma, un giovane appassionato che rimase immediatamente conquistato dalla Lambretta.






